Valorizzare le risorse umane per il successo della tua azienda

Un’azienda che mette al primo posto le proprie risorse umane, lo fa automaticamente anche con i clienti. Si tratta di una tesi un po’ controcorrente, perché viviamo in una società dove è il consumatore-cliente a dettare legge. Tuttavia, ci dimentichiamo che i clienti si interfacciano con l’ impresa proprio attraverso le persone che ci lavorano.

Se i dipendenti sono sereni, se amano l’organizzazione e si sentono a casa anche in ufficio, soddisfatti e felici, possono trasmettere questa passione, questo sentimento positivo anche al cliente.

Il consumatore è così abituato alle “menzogne” veicolate dalla pubblicità che ormai riesce a riconoscere un sorriso stanco da uno motivato e predilige il secondo. Proprio per questo il successo della tua azienda, la felicità dei clienti deve passare esattamente dalla valorizzazione delle risorse umane.

Employees first, Customers second : valorizzare le risorse umane

Vineet Nayar è il CEO di Hclt una delle più importanti società di telecomunicazioni in India. Lui è l’autore del libro “Employees first, Customers second” (Impiegati primi, clienti secondi) dove individua un percorso che aiuta le aziende a valorizzare al meglio i propri dipendenti per rinascere e avere successo.

Questo viaggio di scoperta coinvolge tutta la società e aiuta i dipendenti a rafforza l’autostima, l’appartenenza al gruppo di lavoro, la fiducia, il dialogo e l’ascolto.

Nayar raccomanda di seguire 4 fasi specifiche e realizzare una struttura della società a piramide rovesciata e favorire il ridimensionamento del Ceo e del management. Grazie a questa trasformazione, l’imprenditore ha ottenuto un successo di mercato, è rinato da una profonda crisi ed è stato menzionato come un caso esemplare dalla Harvard Business School.

Ecco il percorso di trasformazione aziendale messo in atto da Nayar.

Prima fase: l’auto scoperta e la consapevolezza

L’auto scoperta è la consapevolezza che l’azienda ha bisogno di cambiare. Dopo aver compreso il bisogno, è necessario agire immediatamente e soprattutto operare in modo costante, giorno dopo giorno. Non fermarsi troppo su ciò che si è fatto di bello, ma tendere sempre al domani, per migliorarsi costantemente focalizzandosi su ciò che c’è ancora da rimediare.

Seconda fase: cambiare la mentalità e ottenere la fiducia

Dopo aver ottenuto un livello di consapevolezza è necessario guadagnare l’appoggio di collaboratori e dipendenti, una fase abbastanza difficile: perché cambiare la mentalità e il modo di operare di un’azienda desta perplessità. In questa fase è necessario ambire ad una cultura della fiducia basata sulla trasparenza.

Quando Nayar si è affidato ai suoi dipendenti per comprendere quali aspetti cambiare, ha scoperto che loro avevano individuato ben prima di lui cosa non andava nell’azienda.

Molte volte i dipendenti percepiscono i difetti dell’organizzazione prima del management ma preferiscono tacere per non disturbare la quiete aziendale.

Ma se si affrontano insieme e soprattutto apertamente i disagi, se si cerca di risolvere tutti insieme i problemi si trova prima la soluzione e allo stesso tempo i dipendenti si sentono coinvolti nelle sorti della società e sviluppano un senso di appartenenza, un legame con il luogo di lavoro, un rapporto più forte con il management e colleghi. Nasce la fiducia verso i propri superiori. Questo tipo di lavoro di collaborazione profonda può non solo facilitare la ripresa, ma produrre risultati doppiamente superiori, che con il tempo non si affievoliscono, ma crescono e si rafforzano.

Terza fase: Ripensare all’organizzazione

Prima la consapevolezza, poi la fiducia ora la riorganizzazione della società secondo una piramide rovesciata.
Prima l’azienda era formata alla base dai dipendenti e nei piani alti il management e la direzione. Adesso invece tutto è capovolto.

Il lavoratore dipendente adesso ha maggior potere, crea valore, contribuisce direttamente alla crescita della società, ha un ruolo di fondamentale importanza paragonabile a quello del manager.

Quarta fase: trasferire le responsabilità

Uno dei difetti individuati da Nayar nella maggior parte delle aziende è quello che il potere è concentrato su una persona, ciò impedisce la democratizzazione della società, snaturando il lavoro dei dipendenti che potrebbero non riconoscersi o disaffezionarsi al luogo per cui lavorano. Per questo motivo, la responsabilità del CEO viene trasferita alla forza lavoro.

L’obiettivo è creare una società capace di autogestirsi e ricrescere anche senza leader. Nayar prende come esempio la stella marina che è capace di far ricrescere la punta tagliata.

Non pensiamo che questa sia la ricetta sicura che può determinare il successo di un’azienda ma sicuramente potrebbe essere d’ispirazione a molte aziende in difficoltà: cercate la forza dentro di voi, non altrove!

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