Ultimamente si sente parlare sempre più spesso di executive coaching. Molti consulenti lo associano ad un nuovo modo di lavorare, incentrato sull’azione e la praticità. In realtà pensiamo che, non solo l’aspetto “esecutivo” del nostro lavoro sia fondamentale, ma che nasca ancora prima del “coaching”, cioè del fattore maggiormente legato all’insegnamento.
Perché tu sai bene che nelle aziende si impara solo “facendo”. L’esempio pratico, l’azione, la pratica e il movimento sono intrinsechi della vita di un’impresa e soprattutto in quella di un imprenditore, sempre in movimento tra riunioni, pranzi di lavoro, meeting con clienti e così via.
Ma di cosa si occupa esattamente l’executive coaching, e perché è la base per ogni tipo di consulenza aziendale? Ecco la nostra opinione in merito.
Executive coaching: azione e insegnamento
L’executive coaching nasce e si diffonde negli Stati Uniti, per poi arrivare in Europa. Anche in Italia questa metodologia di coaching ha avuto grande fortuna, in particolare negli ultimi anni, che hanno caratterizzato un momento di transizione verso l’uso delle nuove tecnologie e anche una rivoluzione di mentalità che ha portato gli imprenditori a guardare il mondo del lavoro con un altro punto di vista, superando così la crisi.
L’Executive Coaching è un metodo formativo rivolto ai dirigenti d’azienda che desiderano imparare modi di gestione innovativi proiettati al miglioramento delle performance sia a livello personale che di gruppo.
Ancora una volta, quindi, emerge la necessità per imprenditori e manager di intraprendere un percorso di formazione incentrato sulle esigenze del singolo e quelle dell’azienda, intesa nella sua concezione più ampia. In questi frangenti il coach diventa un vero e proprio allenatore, perché stimola l’imprenditore non solo a trovare nuovi modi di condurre l’azienda, ma si concentra sui particolari, pensando a veri e proprio “schemi di gioco” da attuare a livello pratico e riferiti a episodi concreti: dal modo di risolvere i problemi aziendali, alla conduzione di una riunione con il personale, fino alla gestione delle obiezioni avanzate dai clienti.
Il coach osserva dall’esterno le situazioni vissute dall’imprenditore in azienda e dopo averle analizzate, ne discute con lui offrendo la sua opinione oggettiva, sempre professionale. Parlare con un executive coach, raccontargli l’andamento dell’azienda, delle relazioni che regnano, del carattere dei dipendenti, del loro rendimento, ma anche delle insicurezze e dei dubbi personali, o più semplicemente fargli vivere l’azienda grazie a incontri settimanali, significa mettere nelle mani di una persona competente la propria creatura, creare un rapporto di fiducia profonda ed in base ai suoi consigli professionali, migliorare la gestione aziendale.
Di fatto, pensiamo che tutti questi fattori: dal percorso formativo, all’individuazione degli elementi da migliorare, fino alla fiducia, siano alla base del nostro lavoro, quindi di tutto ciò che ruota intorno alla consulenza aziendale: coaching, mentoring, counseling in primis.
A volte, la novità non è nient’altro che un ritorno all’origine. Ci viene da pensare alle mode: quante volte ritornano i vecchi trend e vengono visti dalle nuove generazioni come novità assolute!
Naturalmente non c’è nulla di male, purchè ci sia la consapevolezza.
A nostro parere, la finalità dell’executive coaching deve essere quella di arricchirsi un po’ di più ad ogni incontro: questo non vale solo per l’imprenditore che si affida a noi. Dobbiamo essere noi, consulenti aziendali i primi ad assorbire tutto ciò che l’imprenditore ci concede, grazie alle riunioni, agli incontri e, perchè no, ai pranzi insieme. Dal dialogo nascono sempre nuove idee, punti di vista differenti, ma soprattutto nuove sfide da affrontare con entusiasmo, insieme.
Vuoi metterti in gioco con il nostro aiuto? Aspettiamo te, chiedici una consulenza!
