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22 Feb, 2016

Come valutare i rischi in azienda

La sicurezza e la salute dei lavoratori è una questione fondamentale per ogni azienda. La normativa lascia ampia libertà ai datori di lavoro per la gestione dei rischi e pericoli, tuttavia è necessario elaborare un documento che descriva accuratamente tutti i provvedimenti adottati nel luogo di lavoro per garantire il benessere di dipendenti e manager.

Al giorno d’oggi, questo importante argomento è tenuto in particolare considerazione dai titolari che si preoccupano di mettere a norma uffici, fabbriche, edifici di ogni tipologia. Un elemento importante della messa in sicurezza è sicuramente la valutazione dei rischi, per questo motivo oggi affrontiamo l’argomento presentando le fasi che caratterizzano il procedimento: in questo modo tutti gli imprenditori che leggono il nostro blog potranno evitare al minimo i pericoli per i loro dipendenti.

Valutazione dei rischi: ecco le fasi!

In un articolo precedente abbiamo parlato dell’importanza della sicurezza sui luoghi di lavoro, mettendo in chiaro quali sono gli obblighi e le responsabilità dell’azienda. Oggi invece andiamo nel dettaglio esponendo le differenti fasi che caratterizzano il processo di valutazione dei rischi in azienda, soprattutto nelle PMI.

Ecco le 4 fasi che compongono la valutazione dei rischi in azienda.

Prima fase: individuare i fattori di rischio

Per individuare i rischi intrinsechi dell’attività lavorativa e del luogo di lavoro, il datore effettua un sopralluogo durante l’attività lavorativa dei dipendenti e manager. L’obiettivo è individuare con esattezza quali potrebbero essere gli eventuali pericoli a cui le persone sono esposte: dall’uso di particolari attrezzi, al maneggiamento di prodotto chimici o alimentari, fino alla vicinanza a zone pericolose come pozze d’acqua, cavi elettrici, porte e finestre. I lavoratori in questa fase danno un utile contributo perchè esprimono la loro opinione in merito.

Per elencare i pericoli si possono anche consultare i manuali di istruzione, quelli d’uso e tutti i documenti attinenti all’uso di particolari sostanze e apparecchiature. I rischi sono di diverso tipo: possono determinare infortuni o malattie varie, derivate, per esempio, da inalazione o contatto. Infine bisogna considerare eventuali episodi negativi avvenuti nello stabile e annotarli nel registro degli infortuni.

Seconda fase: suddividere i lavoratori in base ai pericoli a cui sono esposti

Dopo aver individuato tutti i rischi, il titolare deve identificare i lavoratori esposti, in gruppi o singolarmente, ad un particolare pericolo. In questo modo è possibile prevenire in modo più accurato eventuali infortuni o danni alla salute. Una particolare attenzione deve essere riposta nel personale più fragile ed esposto a pericoli: donne in gravidanza, disabili, anziani, neoassunti. Inoltre, bisogna considerare il personale esterno all’azienda che comunque ne entra a contatto, per esempio i clienti, i fornitori o chi pratica le pulizie.

Terza fase: decidere quali azioni attuare

La terza fase è ancora più specifica: bisogna valutare il pericolo nel dettaglio, capendo quali sono le azioni adatte per prevenirlo o contrastarlo. Bisogna considerare tre aspetti nello specifico:

  1. Quali sono le probabilità che il danno si manifesti ad una persona o ad un team di dipendenti
  2. La sua gravità
  3. La frequenza

Quarta fase: pianificare le misure di intervento

Le misure si suddividono in tre tipi:

  • Azioni generali di tutela: l’obiettivo è prevenire un rischio che non è classificabile all’interno di una particolare categoria.
  • Azioni specifiche: in questo caso le misure sono volte a prevenire ed eliminare i rischi che derivano da una particolare attività lavorativa effettuata da una persona o un gruppo.
  • Azioni di emergenza: la finalità in questo caso è quella di prevenire e ridurre i rischi legati a situazioni di emergenza che non possono essere previste o che vengono messe in atto in modo tempestivo per risolvere eventi di particolare intensità.

Queste tre misure assicurano un normale e sereno svolgimento delle attività lavorative.

Per approfondire l’argomento ti invitiamo a visionare il Decreto Legislativo 81/2008 conosciuto come Testo unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Documento di valutazione dei rischi

Le informazioni, le misure di tutela e quelle di emergenza ottenute nelle quattro fasi valutative devono essere registrate nel Documento Valutazione Rischi (DVR) il documento forse più importante in materia di Sicurezza sul lavoro. Può essere conservato in forma cartacea che telematica ma deve sempre essere disponibile in azienda, oltre a portare una data di creazione.

Se l’azienda ha diverse sedi produttive, ogni sede avrà il suo documento specifico. Mentre, se il datore di lavoro si accorge che l’azienda ne è sprovvista deve subito avviare la procedura per mettere in sicurezza il luogo di lavoro e fare la valutazione dei rischi.

La gestione della tua azienda richiede scrupolosi controlli che abbracciano diversi reparti: da quello finanziario, alla produttività del personale, fino alla sicurezza sul lavoro. Solo facendo molta attenzione ad ogni dettaglio è possibile garantire ai tuoi lavoratori un clima sereno, perfetto per dare il massimo. Vuoi migliorare la gestione della tua impresa? Richiedici una consulenza!