L’espressione “merito creditizio” si riferisce alla valutazione fatta dagli istituti di credito nel momento in cui ricevono una richiesta di finanziamento o prestito da parte di un’impresa. In questi casi le banche devono analizzare attentamente la situazione finanziaria e patrimoniale dell’azienda per assicurarsi che sia capace di saldare il debito.
Il rischio per le banche è quello di perdere l’intera somma del denaro affidato a causa di un’insolvenza da parte dell’azienda: questo rischio viene denominato PD, un acronimo che definisce la probabilità di default. Recentemente molte banche analizzano anche la possibilità di perdere anche solo una parte del rimborso (loss given default – LGD) o che ci siano eventuali ritardi rispetto alla scadenza concordata. Per ridurre al minimo i rischi hanno elaborato dei modelli di merito creditizio molto dettagliati.
In base agli elementi appena presentati, puoi capire quando oggi per un’impresa ottenere un finanziamento sia difficile: è necessario avere tutte le carte in regola e dimostrare di poter restituire tutto puntualmente, anche quando ci sono contrattempi, anche se i fornitori non pagano, dando tante garanzie. In caso contrario, l’azienda rischia di non ottenere i soldi e, quindi, di non raggiungere gli obiettivi che si era prefissata.
Il nostro lavoro è proprio questo: preparare i nostri imprenditori ad affrontare tutte le clausole di questi contatti in modo da dimostrare affidabilità e sicurezza nel momento in cui richiedono un prestito. Sappiamo bene che, in questo caso, un sorriso o una buona dialettica non servono. Sono necessari dei documenti che attestino che l’impresa ha gli strumenti per rispettare il contratto di prestito.
Come ci si organizza in questi casi? Ecco in cosa consiste il modello di merito creditizio e come si effettua la valutazione.
Valutazione affidabilità creditizia: ecco come ottenere il SI!
Il primo consiglio che offriamo agli imprenditori che leggono il nostro blog è quello di sottoporre la richiesta a diverse banche e non fermarsi davanti alla prima negazione di credito. I sistemi di valutazione (o di rating) usati dalle singole banche cambiano e per questo motivo si potrebbe trovare il proprio finanziatore dopo diversi tentativi.
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Inoltre, i clienti non hanno tutti lo stesso peso per una banca, che, per esempio può tenere conto anche delle eventuali relazioni commerciali in corso oppure dell’importanza dei un’azienda nel panorama economico nazionale.
Accanto a questi dati, che ricordiamo, variano da azienda ad azienda, esistono altri tipi di valutazione eseguiti da TUTTE le banche: per valutare eventuale rischio di insolvenza la banca usa tre tipi di analisi: quantitativa, qualitativa e andamentale.
Queste valutazioni servono per dare un rating all’azienda, un vero e proprio voto. Più alto è il voto, minore è il PD e quindi è maggiore la probabilità di ricevere il prestito.
Vediamo nel dettaglio i tre tipi di analisi eseguiti durante la valutazione del merito creditizio.
Analisi quantitativa e qualitativa: cosa sono?
L’analisi quantitativa si esegue per capire se l’azienda è stabile o in perdita, se ha delle fonti di guadagno e quali sono, quali sono i costi e i ricavi e così via. In questo caso la banca può richiedere anche l’analisi di bilancio aziendale.
Il rischio viene compreso studiando:
- Redditività aziendale
- Equilibrio finanziario a breve, medio e lungo periodo
Questi elementi sono legati alla situazione interna dell’azienda.
L’analisi qualitativa tiene conto dei fattori esterni, legati al contesto. Si studia l’andamento del settore in cui opera, il mercato, il livello della concorrenza e così via. In seguito si studia qual è la situazione dell’azienda all’interno del contesto in cui opera: la sua posizione all’interno del mercato, quanto è in grado di produrre rispetto alla concorrenza, le sue politiche di marketing, se è al passo con le evoluzioni tecnologiche del settore.
Non bisogna mai dimenticarsi che un’impresa è un meccanismo che gira insieme a tanti altri in un preciso momento storico, in un determinato ambiente sociale ed economico. L’impresa è immersa in un sistema in continuo cambiamento, deve riuscire ad adattarsi continuamente ai cambiamenti che esso propone.
Analisi andamentale: di cosa si tratta?
Il terzo punto si riferisce alla condotta dell’impresa nei confronti di altri istituti di credito: ha già chiesto un finanziamento? Ci sono stati dei problemi durante la restituzione? A quale banca si è affidata? Quali sono stati gli inconvenienti? Tutte queste domande trovano risposta nell’analisi andamentale.
Molto spesso gli imprenditori pensano che non sia possibile aumentare il proprio rating, ma non è così e, anzi, l’obiettivo è proprio quello di saper migliorare la propria posizione nei confronti dell’istituto di credito per ottenere il prestito. Per esempio, l’impresa può cercare di risolvere le situazioni di criticità rilevate o fornire all’istituto una documentazione più esaustiva e completa.
Provare e riprovare, migliorare, non fermarsi al primo no ed essere determinati: ecco la nostra raccomandazione a tutti gli imprenditori!
