Il miglioramento delle performance è uno degli obiettivi principali di ogni impresa, soprattutto nel mercato attuale complesso, instabile e molto competitivo.
Ma come si raggiunge questo traguardo? La nostra esperienza come consulenti aziendali ci suggerisce quanto sia importante lavorare sui differenti processi aziendali, rendendoli veloci ed efficaci.
Il business process management si occupa proprio di intervenire sui processi dell’azione per migliorarne la gestione e l’efficacia. Vediamo quali sono le sue caratteristiche e come si differenziano i diversi modelli.
Business project management e modelli di gestione
L’espressione Business Process Management fa riferimento ai tra aspetti fondamentali di un processo aziendale: definizione, miglioramento e monitoraggio. Si tratta di uno strumento molto efficace per superare i limiti e tagliare nuovi traguardi, in particolare in quelle aziende dove i processi coinvolgono un alto numero di persone.
Esistono diversi modelli per la gestione dei processi, vediamo quali sono i principali:
- Total Quality Management: venne sviluppato negli anni ’50 da Kaoru Ishikawa per eseguire dei processi basati sulla ricerca della qualità in ogni fase e con l’obiettivo finale di soddisfare il cliente totalmente. In questo approccio i processi devono essere continuamente migliorati e l’aumento di qualità deve essere visibili già nel breve periodo.
- Quality Function Deployment: nasce in Giappone negli anni ’70. L’obiettivo è individuare le aspettative del cliente e soddisfarle fornendogli il prodotto/servizio che lui si aspetta. Questo processo si basa su una conoscenza del mercato e quella dei bisogni del cliente, che devono rimanere stabili con il tempo.
- Business Process Improvement: è prettamente operativa ed è basata sulla massima funzionalità dei processi aziendali. Si eliminano tutti i passaggi poco pratici. Coinvolge tutti i livelli dell’azienda che devono letteralmente mettersi all’opera da subito per incrementare l’efficienza dell’organizzazione.
- Business Process Reengineering: nasce negli anni ’90 e si basa su una nuova progettazione dei processi per migliorare sensibilmente i risultati. Ciò significa cambiare totalmente le caratteristiche dell’azienda, in tutti i suoi livelli: si mettono in discussione tutti gli aspetti che la riguardano, dalla struttura, alle responsabilità, alle modalità di lavoro.
- Six Sigma: nasce negli anni ’70 per mano di una squadra di ingegneri chiamati da un’azienda inglese per migliorarne le qualità. Questa metodologia entra poi a far parte dell’universo BPM. A dire il vero, più che un metodo si tratta di una vera e propria filosofia professionale impegnata nella comprensione della differenza che intercorre tra il “come viene fatto” e il “come dovrebbe essere fatto”.
Queste metodologie possono essere sfruttate dalle aziende per migliorare la gestione dei processi. Non esiste un metodo per ogni azienda, ma possiamo affermare che ogni realtà ha bisogno di un piano strategico ben definito in base ai bisogni e agli obiettivi da raggiungere.
