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8 Ago, 2016

La sfida dello smart-working: di cosa si tratta?

Il mercato del lavoro ha subìto negli ultimi anni importanti scossoni che lo hanno reso profondamente diverso da quello che conoscevamo fino a qualche anno fa.

L’elemento che è intervenuto con più dirompenza in questo mondo è stato senza dubbio la digitalizzazione informatica: è soprattutto questa che ha stimolato la nascita dello smart-working, il lavoro agile e smart.

I ruoli professionali legati a questo tipo di attività sono figli dell’era digitale, dove, lo smartphone e il computer portatile e la Rete  permettono di lavorare ovunque.  Quali sono le caratteristiche di questi nuovi professionisti 2.0? Li abbiamo conosciuti, analizzati e in questo articolo ti diciamo cosa pensiamo della nuova tendenza che ha rivoluzionato il mondo del lavoro.

Lavorare da casa con lo smartworking: una rivoluzione in atto

Lui non conosce orari d’ufficio, lui lavora mentre è in viaggio o al parco e al bar, continua i suoi diversi progetti da una parte all’altra del mondo, si mette d’accordo con collaboratori e clienti via Skype e stabilisce i prossimi obiettivi con un messaggio su WhatsApp.

Stiamo parlando dello smart worker, il professionista 2.0 che non viene pagato in base agli orari di ufficio che presta all’azienda, ma in base ai risultati che riesce a raggiungere in un arco di tempo concordato con il committente.

Visto in quest’ottica non conta più dove viene svolto il lavoro, piuttosto è opportuno considerare il COME, se gli obiettivi sono stati raggiunti e con quale qualità. A quel punto sarà il lavoratore stesso a valutare se svolgere le proprie mansioni lavorando dove gli viene meglio.

Stando agli ultimi studi condotti per capire cos’è lo smart working e quali benefici può portare al lavoratore ed all’azienda, è emerso che attraverso i lavori agili la produttività totale aumenta: il lavoratore infatti viene liberato dagli oneri legati ai trasferimenti tra la casa e la sede dell’azienda. Si riducono drasticamente i tempi morti durante la giornata ed il lavoratore può dedicarsi alla propria attività con gli orari che meglio si adattano alle proprie esigenze personali e familiari.

Pensi che questa tipologia di lavoro possa fare al caso tuo?

A trarne beneficio probabilmente sarà anche il tuo umore: se hai l’esigenza di organizzare il lavoro come meglio credi puoi sfruttare le potenzialità dello smart working e potrai essere meno stressato dai ritmi lavorativi, ottenendo risultati migliori nelle tue mansioni.

Smart working in azienda: è possibile?

Sei un imprenditore e vuoi sperimentare questa tipologia di lavoro nella tua azienda?

Stando alle analisi più recenti le aziende che adottano lo smart working riescono ad ottenere numerosi vantaggi: in primo luogo si rimpiccioliscono gli uffici, meno spese di una energia, meno spese d’affitto e di gestione dei locali. In secondo luogo si risparmia sul costo del personale, specialmente in tema di ferie, malattie e permessi: un orario flessibile permette di lavorare ogni giorno anche quando si hanno piccoli impegni personali.

Tuttavia lavorare da casa non porta soltanto dei vantaggi, ti consigliamo di prestare attenzione ad alcuni aspetti molto delicati: la distanza dall’ufficio può rendere i tuoi dipendenti estranei rispetto alle dinamiche aziendali, allontanandoli dagli obiettivi comuni e inibendo la team sinergy.

In tal senso per chi decide di avvalersi dello smart-working è opportuno allestire un sistema di coordinamento e di comunicazione estremamente efficiente: soltanto in questo modo il lavoratore potrà sentirsi parte di un team condividendo con gli altri lavoratori gli obiettivi aziendali ed il lavoro prestato da ogni singolo operatore.
Nella storia delle imprese la prima ad inserire forme di smartworking istituzionalizzate e non sporadiche fu la Siemens, seguita a ruota dalle prime grandi imprese del settore legato all’informatica ed alle telecomunicazioni. Oggi sono sempre di più le aziende che si avvalgono di tale strumento di lavoro, come ad esempio le banche e molte società operanti nel settore dei servizi.

Ma non solo, anche alcune imprese manifatturiere hanno deciso di sperimentare forme di produzione attraverso il lavoro da casa.
Quello che sembra andare piuttosto a rilento è invece l’iter legislativo destinato ad introdurre una regolamentazione circa le modalità di svolgimento dello smart-working, al fine di evitare che possa diventare uno strumento utile a limitare i diritti dei lavoratori ed il loro stipendio.

Una caratteristica dello smart working è ad esempio quella di non prevedere il pagamento di straordinari: in tal modo l’azienda potrebbe sovraccaricare i lavoratori senza però riconoscergli alcuna maggiorazione nello stipendio mensile.

Insomma la definizione stessa di smart-working implica la necessità di creare un rapporto di lavoro basato sull’effettiva capacità di integrare le esigenze del lavoratore alle esigenze produttive dell’azienda: riuscire a trovare il giusto connubio tra questi due elementi porterebbe ad una forma di lavoro in grado di soddisfare tutti gli attori in campo, garantendo anche un miglioramento della vivibilità delle grandi città e dei quartieri in cui c’è una maggiore concentrazione di aziende attive specialmente nel terziario.

Sei un professionista e vuoi conoscere le opportunità dello smart working e imparare ad essere davvero produttivo anche senza essere in ufficio? Sei un imprenditore e vuoi sperimentare questo metodo di lavoro nella tua azienda? Il nostro team è composto da professionisti della consulenza aziendale: possiamo aiutarti ad implementare nuove metodologie di lavoro nella tua impresa e nella tua vita professionale. Vuoi saperne di più? Contattaci per una consulenza personalizzata!