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6 Apr, 2015

Come creare un programma di mentoring

Una parte del nostro lavoro si occupa di gestire i cambiamenti che avvengono all’interno delle aziende, come l’ingresso di nuove personalità o il cambio di equilibri interni. In questi casi è necessario offrire una valida formazione attraverso un programma di mentoring che riesca a trasmettere metodi, valori e organizzazione dell’azienda ai nuovi arrivati e ai meno esperti.

Perchè offrire un programma di mentoring?

Nel precedente articolo abbiamo confrontato coaching, counseling e mentoring. Ora ci concentriamo sulla figura professionale del mentor che, di solito, è rappresentato da un veterano dell’azienda, che mette a disposizione dei meno esperti le sue competenze e capacità. Un mentor (o mentore in italiano) è quindi una guida, un punto di riferimento per le figure più giovani che, grazie al suo aiuto, possono imparare tanto, assimilare più facilmente e raggiungere i traguardi con maggiore velocità. Durante la nostra esperienza sul campo abbiamo potuto osservare i benefici creati da un buon programma di mentoring: il gruppo si è stabilizzato, il neo-assunto si è integrato adeguatamente nel team e ha reagito alla nuova sfida lavorativa con maggiore consapevolezza e ottimismo infine ha potuto risolvere più facilmente i conflitti iniziali con l’aiuto di una guida.

Come avviare un programma di mentoring?

La necessità di avere un mentor si verifica quando nell’azienda un dipendente ottiene un ruolo dirigenziale o quando una nuova persona entra a far parte del team. In entrambi i casi, gli si affida una persona esperta che possa aiutarlo a comprendere le dinamiche aziendali nel primo periodo. I mentor non sono tutti uguali: qualcuno può limitarsi ad offrire informazioni generali sull’organizzazione, suggerimenti su cosa fare o non fare. Invece, tanti mentor si spingono ad un livello più profondo e aiutano attivamente il mentee (l’allievo) a lavorare in modo attivo, stimolandolo a dare il suo meglio, acquisire consapevolezza delle sue scelte strategiche, prendersi la responsabilità delle sue decisioni e reagire in determinate occasioni. Come? Attraverso discorsi, consigli, ascolto attivo e soprattutto con il buon esempio. Naturalmente un mentore deve essere sempre disponibile e rispondere a tutti i dubbi e domande del mentee. 

Alcuni consigli per organizzare un buon programma di mentoring

  • Selezionare il mentor. Il programma di mentoring deve essere accettato dai vertici della società che si riuniscono per selezionare le due figure di guida e allievo. Il mentor viene scelto in base a determinate caratteristiche, deve essere una figura autorevole e affidabile, dotata di una profonda conoscenza dell’azienda, dei suoi valori, cultura, anima. Prima di affidare questo importante compito è necessario fare una valutazione comportamentale sia sul mentore che sul mentee per capire il loro livello di affinità, che li porti a creare un buon rapporto di comprensione e stima reciproca.
  • Decidere come avverranno le comunicazioni tra le due parti e quanto durerà la formazione. Gli incontri possono essere faccia a faccia, ma anche via telefono, mail, chat e quant’altro. Gli accordi vengono presi nel primo incontro durante il quale, le parti espongono le preferenze di comunicazione e i rispettivi obiettivi. Fin dall’inizio è necessario stabilire il tempo di realizzazione del programma. Per esempio, si può decidere di incontrarsi una volta alla settimana per evitare fraintendimenti successivamente.
  • Stabilire un rapporto sincero di fiducia reciproca. Il mentore da parte sua non deve nascondere informazioni importanti per la crescita del mentee, quest’ultimo non deve avere paura di fare critiche e di dare la sua opinione o confidarsi. L’importante è che la relazione tre le due parti si limiti alla sfera professionale senza andare mai sul personale.

Questi primi passi coinvolgono direttamente solo due persone, ma nella realtà influiscono sul lavoro dell’intera azienda.