Per trasformare un progetto imprenditoriale in un caso di successo è utile partire da idee chiare e conoscere il percorso adatto per raggiungere l’obiettivo. Le intuizioni hanno un loro potenziale, tuttavia rischiano di rimanere ancorate allo stato iniziale perché non si riesce a concretizzarle e proporle al meglio. Cerchiamo di capire quali sono i passi da compiere per tirare fuori le nostre idee e gestire le fasi iniziali di un progetto.
Come nasce un’idea: se vedi un bisogno, soddisfalo!
“Se vedi un bisogno, soddisfalo!”: questa citazione è tratta da un simpatico film della Disney dove un piccolo robot parte per diventare il più grande inventore del mondo. I suoi progetti iniziali nascono dall’osservazione della realtà che lo circonda, lui costruisce oggetti che aiutano le persone a soddisfare i loro bisogni. Questo film è uno stimolo interessante per chiunque abbia un progetto in mente.
Molte idee imprenditoriali nascono dall’osservazione della realtà e dall’individuazione dei bisogni. Un’idea è qualcosa che non si può vedere, ma già inizia a prendere forma nella mente dell’ideatore. Immaginiamoci l’idea come un groviglio di riflessioni e impulsi, che devono, prima di tutto, essere compresi e contestualizzati. Molto spesso, un progetto è il risultato di tante idee e diverse teste. Con il confronto e l’unione delle forze è più facile raggiungere gli obiettivi, perciò non esitare a cercare il tuo compagno di idee, una persona affine, con gli stessi obiettivi. Due menti creative insieme riescono a raggiungere un’idea brillante prima e un progetto vincente poi.
Le idee devono circolare all’interno del gruppo di lavoro, lo scambio deve essere continuo e stimolante. In questo caso è importante organizzare diversi incontri (soprattutto non formali) per ascoltare e farsi ascoltare, in modo da far uscire tutte le intuizioni liberamente. Una pausa caffè può trasformarsi in una riunione stimolante e creativa.
Dall’idea al progetto: organizziamoci e partiamo
Le idee devono essere organizzate e convogliate in una direzione, per poi essere trasportate nella realtà. La nostra esperienza ci ha insegnato che l’azione più difficile è riconoscere la potenzialità di un’idea. Selezioniamo le idee migliori. La selezione deve essere obiettiva e in qualche modo spietata, dobbiamo agire con lucidità. Non facciamoci condizionare dall’emotività e soppesiamo bene il valore di ogni idea, allo stesso tempo, non eliminiamo del tutto alcune possibilità, ma teniamole bene a mente, si potranno magari realizzare o prendere in considerazione in un secondo momento. Anche questa fase è costituita da incontri, caffè, ore piccole, entusiasmo e, a volte, voglia di mollare, ma ricordiamo che tutti siamo in grado di realizzare cose che non avremmo mai immaginato. Non pensiamo ai se e ai ma, pensiamo che stiamo facendo qualcosa di grande e questo senso di realizzazione dovrà essere il nostro pane quotidiano, la benzina in grado di fare partire la nostra impresa. In questi momenti si vede la luce intorno al tunnel, ma alcune volte potrebbe essere un abbaglio perciò impariamo a organizzarci, convidere, confrontarci: l’altro, il nostro collega, ci aiuterà a seguire la strada.
Alcuni consigli per iniziare
Cosa fare nelle prime fasi?
- Individuiamo i diversi ruoli all’interno del gruppo: gestione contatti esterni, redazione dei verbali di ogni incontro, mediazione tra posizioni differenti, individuazione dei vincoli legislativi e così via.
- Analizziamo il contesto e valutiamo i rischi.
- Decidiamo una scadenza di realizzazione e organizziamo i nostri incontri anticipatamente.
- Stiliamo la prima bozza di business plan: ci aiuta a capire la fattibilità della nostra idea.
Ciò che non può mancare è una piccola dose di follia, come diceva George Bernard Shaw: “Le idee migliori non vengono dalla ragione, ma da una lucida, visionaria follia”.
