Fino a qualche tempo fa vedere una donna ai vertici di un’azienda era rarissimo, oggi (e, ci sentiamo di aggiungere, per fortuna) coloro che riescono a sconfiggere il tabù ed arrivano a occupare posizioni dirigenziali senza rinunciare alle proprie doti femminili, stanno aumentando. Quotidianamente lavoriamo con aziende condotte sia da maschi sia da femmine e ci accorgiamo delle differenze che intercorrono tra i due modi di operare. Anche le donne sono riuscite a costruire una valida leadership, puntando sulle qualità tipiche femminili come la comprensione e l’empatia.
La servant leadership è donna
Stiamo vivendo un cambiamento e BVolution, composta da un team prettamente femminile, ne è la prova. Le donne riescono a ritagliarsi i propri spazi e conducono aziende in modo consapevole ed eccezionale. Gestiscono realtà complesse, guidano e controllano i propri team di lavoro, ottenendo risultati in settori con un monopolio tradizionalmente maschile, come l’ingegneria, la scienza e le tecnologie informatiche.
Le donne che rivestono ruoli dirigenziali hanno costruito dei modelli di potere diversi da quelli maschili. Questi ultimi si concentrano più sull’azione singola, cercando di trionfare senza l’aiuto di nessuno, basti pensare alle fiabe tradizionali che raccontavano le azioni vittoriose portate a termine dall’eroe. Le donne, al contrario, preferiscono coinvolgere tutto il gruppo per arrivare all’obiettivo e condividere il successo con i propri colleghi. Infatti, la donna leader è inclusiva e ha particolare attenzione nei confronti di soggetti svantaggiati. Rispetto agli uomini, le leader sono meno severe e più sensibili, specialmente verso collaboratori che non riescono a realizzare alla perfezione le richieste. Questo tipo di approccio è stato definito negli anni Settanta dall’analista Robert Greenleaf come Servant Leadership, un tipo di controllo e gestione aziendale che pone l’accento sull’aspetto collaborativo. Lo studioso giudica questo modo di lavorare prettamente femminile ed in effetti questo atteggiamento è legato alla psicologia tipica della donna. In questo caso entra in gioco un sentimento arcaico, ovvero il senso di colpa che è più spiccato nella donna, che molte volte si trova inconsciamente a dover giustificare il suo successo e la sua carriera.
Le caratteristiche della leadership femminile?
La donna leader ha delle peculiarità che cercheremo di individuare, per aiutarti a capire su quali elementi devi puntare per raggiungere gli obiettivi, sfruttando le tue caratteristiche e qualità femminili.
La servant leadeship ha tre specificità fondamentali che anche tu devi riuscire a far emergere positivamente nel lavoro:
- Ascolto attivo: le donne sanno ascoltare sé stesse e gli altri e questa enorme dote può essere sfruttata nella gestione del team di lavoro. Tramite l’ascolto, i dipendenti possono trovare qualcuno a cui raccontare i propri desideri e dubbi, ma anche idee e modi per realizzarle. Inoltre, ascoltare gli altri significa aiutarli a schiarirsi le idee.
- Empatia: le donne riescono a comprendere gli stati d’animo degli altri in modo immediato senza spiegazioni, quindi cercano la soluzione prima che il momento lo richieda e risolvono i conflitti senza che questi si manifestino apertamente.
- Intuizione: che il sesto senso sia una dote femminile non è una novità. L’intuizione è alla base del successo di un’azienda e le donne sanno sfruttare ampiamente questa qualità, decidendo di osare in alcune occasioni o prevenendo perdite economiche in altre. Questa particolarità è utile anche quando si devono scegliere i propri collaboratori o assumere dei nuovi dipendenti in azienda, perché le donne riescono con un colloquio a comprendere se il candidato è adatto all’ambiente lavorativo.
Se dirigi un’azienda e vuoi costruire la tua leadership, non rinunciare alle tue caratteristiche, ma sfruttale positivamente per gestire il tuo gruppo di lavoro. Sentirsi a proprio agio è estremamente importante nel proprio lavoro così come nella vita!
Scusate se ci siamo dilungati a parlare di donne e leadership ma siamo particolarmente sensibili all’argomento! 🙂
