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14 Set, 2015

Impara a dire no… anche a lavoro!

Uno dei segreti della vita è saper fare le scelte giuste: quelle che non intaccano ma migliorano la serenità, l’autostima e la crescita personale. La nostra vita si divide in sì e no. I forse non portano da alcuna parte, ci costringono a rimanere in un limbo che niente ha a che vedere con la crescita.

Oggi parliamo di un problema legato proprio alle scelte o meglio alle risposte. Parliamo in particolare dei no e della loro importanza in ambito lavorativo.

Questo è un argomento strettamente legato al nostro lavoro, ogni giorno ci capita di parlare con i dipendenti delle aziende con cui collaboriamo e avere una conferma: dire di No può essere molto difficile, ma, certe volte, necessario.

Ecco i nostri consigli per affrontare e gestire al meglio le risposte negative.

Imparare a dire di no: perché?

Prima dei “come” vengono sempre i “perché”: se capisci il motivo per cui qualche volta devi dire no, probabilmente riuscirai a pronunciare questa parola più serenamente.

Non pretendiamo che tu debba diventare una macchina da guerra e non prendere in considerazione alcuna richiesta che intacchi il tuo ritmo lavorativo. Una nuova attività può stimolarti, aumentare le tue competenze. Un favore concesso ad un collega può migliorare la tua reputazione e anche la tua autostima, può farti sentire utile!

Ma, come in tutte le cose: il troppo storpia.

Dire di no, soprattutto a lavoro, è molto difficile: si teme per lo più il giudizio negativo di colleghi e capo. L’assertività, se usata nel modo giusto, ci consente di costruire rapporti equilibrati in ogni ambito della nostra vita, ma i favori e le richieste non devono farti sentire a disagio o rubarti la felicità.

È necessario saper tracciare un limite tra te stesso e il resto del mondo, questo limite, pur non impedendo uno scambio costruttivo con l’altro, ti permette di creare la tua identità ed esprimere le tue opinioni senza paura.

Qui entra in ballo anche un altro fattore, l’autostima: chi ne ha poca pensa che sia lecito sacrificarsi per accontentare gli altri, ma allo stesso tempo, vive male perché vorrebbe imporsi ma non riesce. In questo caso dire di no provoca un forte senso di colpa.

In realtà, dare risposte negative qualche volta aiuta ad aumentare la credibilità agli occhi degli altri e anche la nostra autostima, analizziamo la questione in ambito lavorativo.

Dire di no a lavoro

Esistono diversi tipi di ambiente lavorativo: in alcuni casi si lavora in un luogo rilassato, dove ci si sente a proprio agio ed in grado di esporsi; in altri ambienti, invece, si lavora in un contesto molto più formale caratterizzato da una divisione gerarchica dei ruoli.

Noi abbiamo notato quanto sia differente l’attitudine dei dipendenti nei due ambienti: in quello più informale c’è più libertà e anche i più timidi riescono a confrontarsi ed esprimersi, mentre nel secondo è molto più difficile esporsi ed imporsi.

Tuttavia, dire sempre di sì e sovraccaricarsi di lavoro e responsabilità può avere effetti negativi. Pensiamo innanzitutto che possa incidere sullo stress lavorativo: essere coinvolti in progetti e mansioni sempre nuove, impedisce di svolgerle da professionisti. Il rischio è quello di sentirsi un incapace.

Inoltre, difficilmente si riesce a terminare il lavoro e rispettare le scadenze, questo potrebbe causare una cattiva reputazione, sarebbe sintomo di poca affidabilità.

Ora parliamo di te: posto davanti domande che iniziano con “Sei disposto a…” oppure “Hai un minuto per…” come ti comporti?

Continua a leggere se pensi che qualche volta avresti potuto declinare la richiesta.

Cinque modi per dire di no

In base alla nostra esperienza, esistono diversi escamotage per far valere le proprie posizioni senza essere aggressivi o poco convincenti. Ecco i nostri cinque consigli:

  1. Le migliori alleate sono la semplicità e la chiarezza: rispondi semplicemente “No, scusami, non posso” o “Non posso, mi dispiace” o “Scusa, ma adesso proprio non ce la faccio”. Accompagna ogni negazione con le parole magiche “Perdonami ma…” “Scusa” “Mi dispiace” il tuo ascoltatore avvertirà la tua immedesimazione e la tua empatia e sarà più disposto ad accettare.  Funziona in modo simile il “Vorrei ma non posso” perché in entrambi i casi aggiungiamo un elemento emotivo alla negazione e la rendiamo più accettabile.
  2. Motivare: se proprio non riesci ad essere troppo sbrigativo, potresti fornire una motivazione. Anche in questo caso devi essere veloce e letale: “Mi dispiace, non posso, ora ho troppo da fare” oppure “Ho un altro impegno”. Queste spiegazioni aiuteranno l’altro a capire che anche tu hai la tua vita e ci tieni a proteggerla da eventuali intrusioni a gamba tesa.
  3. Offri un’alternativa: per esempio, se una persona non riesce a fare una cosa, non farla al suo posto ma mostrale come si fa e renditi disponibile per chiarimenti (fai anche capire che non può abusarne, però).
  4. Ora parliamo di decisioni importanti: per esempio, il tuo capo ti chiede di fare una trasferta in un’altra città per qualche giorno. Hai bisogno di pensarci bene, devi tenere conto dei tuoi impegni e organizzarti. Prenditi il tempo necessario per dare una risposta. Se dici subito “si” rischi di passare per una persona che non ha una vita fuori dall’ufficio e questo darà un motivo in più al tuo capo per affidarsi a te da quel momento in poi.
  5. Infine, se devi rifiutare devi dirlo a voce! Molto spesso le risposte inviate tramite e-mail o messaggio telefonico possono essere malinterpretate. Perciò se ti arriva una richiesta virtuale, rispondi con un “Nel parliamo domani in ufficio”. Al momento della discussione, stai attento al linguaggio non verbale del tuo corpo che potrebbe tradirti proprio nel momento meno opportuno. Mostrati sempre disponibile, cordiale ma anche convinto delle tue decisioni.

Per imparare a gestire le risposte negative ci vuole tempo, all’inizio sarai un po’ impacciato, magari qualche volta cederai ad insistenze oppure agli occhioni grandi dei tuoi colleghi, ma se ti applichi, con il tempo troverai la tua formula e riuscirai a dosare i no con i si.